La triste vicenda di Sangineto, dove quattro ragazzi ventenni hanno torturato e ucciso un cane "per divertimento", filmando la scena e pubblicandola in rete come se fosse qualcosa di cui vantarsi, ed il caso di Pescia, dove un 27enne ha brutalizzato e ucciso il cane di piccola taglia della ex fidanzata - anche in questo caso riprendendo la scena con una telecamera e divulgando l'atroce video - hanno molto scosso l'opinione pubblica italiana, e non solo il mondo animalista, che ha reagito compatto organizzando fiaccolate e manifestazioni di protesta, e nel caso della cittadina in provincia di Pistoia persino un presidio sotto l'abitazione del criminale. Ma questi due casi venuti alla ribalta, non sono che la punta di un grosso iceberg, di cui si parla ben poco.

Sono migliaia i cani torturati o maltrattati ogni anno

Per pochi casi che vengono alla luce, ce ne sono migliaia che invece passano inosservati, poiché avvengono al di fuori di sguardi indiscreti o per omertà. Inoltre la parte più arretrata della popolazione non conferisce il giusto valore alla vita degli #animali, e probabilmente non comprende l'importanza che questi possono avere per le persone che gli sono affezionate. Oltre alle torture e ai maltrattamenti per puro sadismo, ci sono anche moltissimi #cani costretti in spazi angusti ed in condizioni igieniche non adeguate, sopratutto nel mondo dei cani da caccia, troppo spessi relegati a "strumento" con una dignità paragonabile a quella del fucile o di altri strumenti utili alla caccia.

Ed infine i combattimenti clandestini e gli abbandoni. Seppure probabilmente in tono minore rispetto al passato, i combattimenti tra cani sono ancora una triste realtà, e probabilmente lo saranno sempre fino a quando ci saranno persone disposte a pagare per questi "spettacoli".  Poi ci sono le persone capaci di abbandonare un cane al proprio destino, scaricandolo in periferia o talvolta persino nelle autostrade, in quest'ultimo caso mettendo in pericolo anche la circolazione stradale.

Ci vogliono leggi più severe

Chi tortura e uccide un animale senza motivo, se non il sadismo dell'individuo, con le leggi attuali rischia un massimo di due anni di reclusione, il che significa che se un soggetto è incensurato, sicuramente per lui non si aprono le porte del carcere. Nemmeno per un giorno.

Le leggi attualmente in vigore non conferiscono la giusta importanza alla vita degli animali, nonostante milioni di italiani considerino i propri animali da compagnia e da affezione quasi alla stregua di un membro della famiglia. E' necessario ed auspicabile che il legislatore intervenga per ridimensionare le pene previste per chi commette reati contro gli animali, magari inasprendo particolarmente le condanne per quelli domestici, come cani e gatti, che nella nostra società e nella nostra cultura hanno un posto privilegiato rispetto ad altre specie animali, comunque da tutelare maggiormente.

Chi commette atrocità contro gli animali è socialmente pericoloso?

Cosa spinge certe persone a torturare e uccidere a sangue freddo, senza motivo, degli esseri viventi, ignorando o peggio ancora deridendo la loro agonia e sofferenza? Perché alcune persone sono capaci di tali atrocità? Ma sopratutto: queste persone sono socialmente pericolose? Chi è capace di torturare e uccidere un animale senza motivo, è più pericoloso del normale per i propri simili? 

Sono interrogativi legittimi, e sono in molti a ritenere che questi individui siano certamente disturbati psicologicamente, e come tali dovrebbero essere seguiti. Il legislatore dovrebbe prevedere un percorso di psicoterapia e osservazione psicologica di questi individui per valutarne la pericolosità sociale, e l'eventuale presenza di disturbi psichiatrici tali da rendere pericoloso l'individuo per se e per gli altri. Dopotutto è notorio che numerosi serial killer, come il mostro di Milwaukee, il cannibale Jeffrey Dahmer, hanno iniziato la loro "carriera" omicida torturando e uccidendo animali.  #legge