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23 novembre 2008

Iraq, squadroni della morte contro i cani

Il provvedimento dopo alcune aggressioni. Aumentati a dismisura gli animali senzatetto

Iraq, squadroni della morte contro i cani

Militari e poliziotti batteranno la città per eliminare i randagi con proiettili e bocconi di carne avvelenata

Un militare americano , Michael Roleson, accarezza due cani randagi nel centro di  Bagdad (Reuters)
Un militare americano , Michael Roleson, accarezza due cani randagi nel centro di Bagdad (Reuters)

 (Dal Corriere.it) MILANO - Una strage di cani randagi si profila nella capitale irachena Bagdad. Le autorità, secondo quanto riferisce il cronista dell'Associated Press, Sameer Yacoub, sarebbro pronte a dare il via ad una massiccia campagna di soppressioni dopo che nei giorni scorsi alcuni ragazzini sono stati attaccati nei giorni scorsi in alcuni quartieri della città. Molti animali vagano infatti in cerca di cibo e la precarietà delle loro condizioni li ha resi particolarmente aggressivi. Una situazione analoga a quella che si era venuta a creare negli anni scorsi a Bucarest, dove il governo aveva pensato alle eleminazioni di massa come unico rimedio ad un problema diventato ingestibile.

ALLARME ELEVATO - Secondo quanto si legge nella corrispondenza dell'Ap, il fenomeno ha raggiunto anche nella capitale irachena livelli di allarme particolarmente elevati. Nel solo mese di agosto sarebbero state almeno 13 le persone morte a seguito di attacchi di cani ormai inselvatichiti, come ha confermato Inaam Hamid, il capo dell'ufficio ambientale della provincia di Bagdad.

COME SOTTO SADDAM - Non sarebbe una novità, in Iraq, lo sterminio di massa dei randagi. Già ai tempi di Saddam Hussein le autorità risolvevano a modo loro il problema, assoldando squadre di veri e propri cacciatori con licenza di uccidere i senzatetto a quattro zampe. Ma queste uccisioni mirate erano terminate nel 2003, quando l'inizio della guerra aveva spostato l'attenzione su ben altri problemi. E da allora il numero dei randagi a Bagdad e dintorni è cresciuto a dismisura: oggi, secondo quanto si apprende, sarebbero almeno un migliaio i cani senza padrone in circolazione per le vie della città.

«BAMBINI IMPAURITI» - «Abbiamo deciso di agire dopo avere ricevuto molte lamentele per il crescente numero di attacchi da parte di cani randagi - ha spiegato ancora Inaam Hamid all'Ap -. Siamo arrivati al punto che molti bambini si rifiutano di andare a scuola, per paura di essere morsi durante il tragitto a piedi».

LE SQUADRE DELLA MORTE - I cani saranno uccisi con proiettili e bocconi di carne avvelenati: Per portare a termine l'operazione sono state assoldate tre squadre composte da un cecchino, due militari e un agente di polizia. Dell'operazione è stato informato anche il comando militare americano, evidentemente per evitare possibili interpretazioni sbagliate sul ruolo di queste squadre armate che inizieranno a circolare per la capitale. Le autorità si dicono convinte di avere preso la decisione migliore: «In questo modo - spiega il consiglio provinciale di Bagdad in una nota - saranno eliminati anche i problemi di malattie trasmesse dagli animali all'uomo, n tema particolarmente sentito dopo l'esplosione del fenomeno del randagismo».

A. Sa.
21 novembre 2008


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6 novembre 2008

The victory of Proposition 2 in California!



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5 novembre 2008

NO CIBO A RANDAGI: LAV,ILLEGITTIMA ORDINANZA SINDACO CAMPOBASSO

(AGI) - Campobasso, 5 nov. - Il Sindaco di Campobasso vieta la somministrazione di cibo ai cani randagi nelle strade del centro e la Lav insorge: l'ordinanza e' illegittima. La Lega antivivisezione e i Volontari di Strada sottolineano le gravi inadempienze dell'amministrazione locale nella gestione del randagismo e sollecitano un da parte regione Molise. Canili inadeguati e sovraffollati contenenti animali spesso malati e affamati, gravi carenze nell'applicazione dell'anagrafe canina e delle sterilizzazioni, tassi elevatissimi di randagismo in tutta la provincia di Campobasso, gravi episodi di maltrattamento e avvelenamenti in massa: questo il quadtro nel capoluogo secondo le associazioni animaliste. "E' in questa realta' gravissima - si legge in una nota - che si inserisce l'ordinanza emessa dal Sindaco del capoluogo molisano che vieta di somministrare cibo ai randagi. "L'ordinanza risulta illegittima perche' e' contraria sia alla legislazione nazionale che a quella regionale sulla tutela degli animali" - dichiara Paolo Migliaccio coordinatore LAV Abruzzo e Molise -.
  "La LAV ha recapitato in queste ore sulla scrivania del Sindaco Di Fabio una diffida con richiesta di revoca per illegittimita' ed e' pronta ad impugnare il provvedimento presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise". Oggetto di contestazione e' anche la disposizione ai sensi della quale coloro che vogliano continuare a nutrire i randagi nel territorio cittadino possano farlo solo a condizione di intestarsene la proprieta'. "Cio' si pone in contrasto, aggiunge Migliaccio - anche con la recente Ordinanza del Ministero della Salute concernente misure per l'identificazione e la registrazione della popolazione canina secondo cui i comuni sono tenuti ad identificare e registrare in anagrafe canina i cani rinvenuti o catturati sul proprio territorio". (AGI)


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22 ottobre 2008

Roma: intervista a Fabio De Lillo

Muratella, il canile delle anomalie


Marco Morello per Il Giornale

Fabio De Lillo, assessore all’Ambiente del Campidoglio, ci può spiegare perché i volontari del canile della Muratella sono tanto arrabbiati con il Comune?
«Anzitutto precisiamo che non sono volontari, ma lavoratori a tutti gli effetti: 140 in totale, di cui 110 con contratto a tempo indeterminato. A fine ottobre scadrà l’accordo con l’associazione che dal 2003 gestisce la struttura, e non verrà rinnovato. Voglio però rassicurare i dipendenti: loro non corrono nessun pericolo».
Da cosa dipende il mancato rinnovo del contratto?
«Chi mi ha preceduto ha affidato 4 milioni e mezzo di euro l’anno a quell’associazione senza nessun bando. L’assegnazione diretta è consentita quando la cifra stanziata non supera i 12.500 euro, qui con i servizi accessori si tocca quota 6 milioni ogni 12 mesi».
E voi, che cosa avete intenzione di fare?
«Concederemo una proroga fino al 31 dicembre. Da gennaio, poi, quel denaro sarà assegnato tramite un bando pubblico europeo di durata triennale, questa mi sembra la soluzione più logica. Personalmente non faccio il tifo per nessuno, mi interessa solo il rispetto delle regole. Il nuovo assegnatario, è bene sottolinearlo, si farà carico di tutti i lavoratori».
Ma come ha funzionato il canile in questi anni di, chiamiamolo così, «mandato dall’alto»?
«Abbiamo istituito una commissione per verificare tutte le spese di gestione. Certo, è anomalo che abbiano assunto tutti questi dipendenti e, pur ammettendo che si sono trovati davanti una situazione d’emergenza, le anomalie non sono mancate».
Ci può fare qualche esempio?
«Nel canile ci sono due sale operatorie veterinarie chiuse da sette anni, con strumenti all’avanguardia ancora imballati. E ci sono 399 box per altrettanti animali: ognuno di loro dovrebbe avere a disposizione almeno venti metri quadri di spazio vitale, ma lì di cani ce ne sono 800 e spesso si trovano a condividere in quattro la stessa gabbia. Il problema è più generale, è un’eredità della passata amministrazione che non ha investito in strutture adeguate».
Cosa che voi avete invece intenzione di fare.
«Abbiamo già trovato un terreno in zona Bufalotta per costruire una “cittadella” del cane, dove ci sarà una zona dedicata alle adozioni e il primo cimitero degli animali di Roma. Quest’ultimo è una risposta a una richiesta che i proprietari ci fanno da tempo di uno spazio per onorare la memoria del loro migliore amico. In più, abbiamo intenzione di allargare e rendere più efficienti gli spazi già operativi».
Tutto ciò servirà a diminuire il randagismo?
«Vogliamo dar vita a una reale politica di sterilizzazione. Sappiamo che le adozioni sono costanti, ma il numero dei cani che entra nelle nostre strutture aumenta. Il passo necessario è quello di rendere obbligatorio il microchip per tutti gli amici a quattro zampe e creare una sorta di mutua, che renda le sterilizzazioni accessibili a costi politici o del tutto gratuite per i meno abbienti. È un argomento sil quale stiamo lavorando assieme al sottosegretario alla Salute Francesca Martini».
Un altro problema con cui i romani si scontrano quotidianamente sono le deiezioni canine per strada. C’è qualcosa in programma anche per punire i padroni che non puliscono i «ricordini» dei loro amici a quattro zampe?
«In quel caso tutto dipende dalla cattiva educazione dei padroni. Stiamo preparando un bando per creare delle zone attrezzate in ogni grande area verde. A quel punto i trasgressori potranno essere multati in maniera salata, non ci saranno più scuse».


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9 settembre 2008

Museruola a cani grandi e piccoli, nuove norme di sicurezza in arrivo

Da Repubblica.it
Nuove norme. La Cassazione: pitbull, responsabili i padroni.
Il sottosegretario alla Salute Martini: "Stiamo preparando l'ordinanza"

Offensiva contro i cani
museruola a grandi e piccoli


Offensiva contro i cani museruola a grandi e piccoli

ROMA - Museruole, guinzagli e responsabilità dei padroni: una sentenza della Cassazione e le proposte del sottosegretario alla Salute Francesca Martini rilanciano il tema dell'aggressività di alcune razze e delineano le nuove norme che dovranno regolare la vita degli animali e dei loro proprietari.
Per la Cassazione sono i proprietari gli unici responsabili dei loro cani soprattutto quando sono di razza aggressiva come i pitbull. I giudici sono chiari: il padrone è sempre responsabile del comportamento dell'animale anche quando questo viene affidato ad un'altra persona, infatti non cambia la situazione se chi lo tiene è qualcuno di famiglia perché, non essendo "la persona dominante", è inadeguata a gestirlo. I giudici spiegano dunque come il padrone di un cane sia l'unico che ha l'obbligo di impedire che il cane aggredisca qualcuno.
La sentenza della Cassazione è piaciuta al sottosegretario alla Salute Francesca Martini che sta mettendo a punto una nuova ordinanza: "Condivido il fatto che il proprietario è responsabile dell'animale. Questo è il principio che intendo porre alla base della nuove norme sui cani pericolosi nella quale si individua il proprietario come soggetto responsabile". Quindi non solo museruola e guinzaglio ma anche, ora dice la Cassazione "un conduttore che sappia gestirlo".
In tal senso "punterò molto sulla formazione dei proprietari e in questo i veterinari saranno un nodo cruciale".
Il sottosegretario infatti intende stabilire nuove regole, quelle ora in vigore, l'ordinanza dell'ex ministro Turco, scadranno a gennaio 2009. Per il sottosegretario Martini il cane va sempre tenuto al guinzaglio tranne nelle aree attrezzate e in situazioni particolari come, per esempio, in aperta campagna. Confermato l'uso della museruola che però andrà collegata a determinate caratteristiche dell'animale (peso, stazza) e non alla razza.
"Certo - ha detto Martini - non è che adesso tutti i cani saranno con guinzaglio e museruola ma il guinzaglio ci dovrà essere mentre la museruola sarà a seconda dei casi". Sarà poi cancellata la lista dei cani pericolosi, perché, dice Martini, "anche un barboncino può mordere se viene spinto a farlo".

Continuano dunque le ordinanze. La prima su "Tutela dell'Incolumità Pubblica dall'Aggressione di Cani" porta la firma dell'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia e fu adottata nel 2003. Quindi c'è stata l'ordinanza del 12 dicembre 2006 dell'ex ministro della Salute Livia Turco che recava alcune novità rispetto alle norme precedenti, come il divieto al taglio di coda e orecchie, all'uso di collari elettrici e all'addestramento rivolto a esaltare l'aggressività dei cani. In quell'ordinanza anche una lista di razze pericolose (17). Il tutto poi confermato nell'ordinanza del gennaio 2008 ancora in vigore. Per ora comunque di nuovo c'è la sentenza della Cassazione che è piaciuta anche ad alcune associazioni di consumatori. "La sentenza", dice il Codacons, "obbligherà i proprietari pericolosi ad una maggiore responsabilità".

(9 settembre 2008)


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31 agosto 2008

Pubblicata in G.U. Ordinanza su anagrafe canina

dalle news di www.lav.it
26/08/2008
  • E' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'Ordinanza firmata dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, in materia di anagrafe canina. Si tratta di un primo importante atto formale, e innovativo sotto diversi aspetti, che giunge dopo la recente campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono di animali e i controlli dei NAS in alcuni canili e rifugi sparsi sul territorio nazionale, che hanno evidenziato come il fenomeno del randagismo sia tutt’altro che sotto controllo, e che contribuirà a rendere  più efficiente l’anagrafe canina, migliorandone il controllo e la gestione.

    Secondo quanto reso noto dal Ministero, l’identificazione avverrà sia ad opera dei veterinari pubblici e dei liberi professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina. Il medico veterinario contestualmente provvederà alla registrazione dell’animale all’anagrafe canina “fondamentale per evitare l’evasione, rendendo l’applicazione dell’Ordinanza molto più semplice” .

    Innovativa anche la disposizione per cui i Comuni, cui spetta la responsabilità di identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate, debbano dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile, indispensabile strumento che affiancherà gli agenti durante i controlli di prevenzione del randagismo.

    Il divieto di vendita di cuccioli di età inferiore ai due mesi, inoltre, risponde alla necessità di rispettare una caratteristica etologica fondamentale cioé il rapporto tra la madre e i suoi piccoli. La proibizione della vendita di cani non identificati e registrati risponde invece all’obbligo morale di garantire all’animale, ancorché considerato alla stregua di un oggetto, la possibilità di una vita serena, rendendo più difficile il suo abbandono.

    Importante in prospettiva, infine, la decisione di stabilire la scadenza di 90 giorni dall'entrata in vigore dell'ordinanza, per la definizione di un provvedimento, da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni, contenente le modalità per assicurare l'interoperatività tra la banca dati canina nazionale e le anagrafi canine regionali. Lo stesso provvedimento individuerà un unico documento di identificazione e registrazione dei cani e dovrà essere adottato in sostituzione della certificazione attuale del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

    “Apprezziamo l’atto normativo, seppure d’urgenza, voluto dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini – dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV – con questa Ordinanza si è aperta una nuova stagione per gli animali domestici e si è iniziato il percorso per assicurare su tutto il territorio nazionale l'uniforme applicazione della normativa sull'identificazione dei cani”.

    Le misure contenute nell’Ordinanza sono molto importanti per una seria lotta al randagismo. Questo risultato è stato ottenuto anche grazie a una comunanza del tavolo tecnico, in cui la LAV ha avuto un ruolo importante, fortemente voluto  dal Sottosegretario Martini, e che ha preceduto l’Ordinanza.


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29 agosto 2008

Monte Olimpo, ucciso l'ultimo orso bruno. "Perdita gravissima".

Dal Corriere.it 
«Perdita gravissima»

Ucciso l'ultimo orso del Monte Olimpo

In tutta la Grecia restano solo 200 o 300 esemplari della grande popolazione che un tempo viveva nel territorio

ATENE - L'ultimo orso bruno esistente sul monte Olimpo, nella Grecia settentrionale, è stato ucciso, probabilmente con un colpo d'arma da fuoco. Lo ha annunciato l'organizzazione ecologica Callisto affermando che si tratta di «una gravissima perdita» per la fauna protetta. L'orso, ha detto all'Ansa un portavoce di Callisto, aveva ferite sul corpo e si ritiene quindi che sia stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, ma non si esclude che, considerata l'agonia che presuppone la bocca aperta, possa essere stato prima avvelenato.

IL RITORNO - Callisto, organizzazione che da anni osserva le popolazioni di plantigradi, lupi e altri animali a rischio di estinzione, sottolinea che in tutta la Grecia restano solo 200 o 300 orsi bruni della grande popolazione che un tempo viveva in questi territori. Da una settantina d'anni gli orsi avevano abbandonato il monte Olimpo, ma alcuni vi erano tornati cinque anni fa. «Riteniamo che fossero due, uno dei quali fu ucciso tre anni fa, per cui questo, un maschio di 10 anni del peso di circa 180 kg, è verosimilmente l'ultimo in questa area, una perdita gravissima» ha spiegato il portavoce di Callisto. Il monte Olimpo ricoperto da un'importante vegetazione è con i suoi 2.917 metri la più alta montagna della Grecia ed era considerato nell'antichità la dimora degli dei. Nel 1938 è diventato sede di un parco nazionale.


29 agosto 2008


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1 agosto 2008

Caccia, annullato divieto di richiami vivi nelle zone umide

01/08/2008

La LAV censura senza appello il provvedimento che ha annullato il decreto che imponeva il divieto dell’utilizzo dei richiami vivi nelle zone umide a causa del rischio aviaria. Il ripristino dell’uso dei richiami vivi nelle zone umide, sottoscritto dal sottosegretario Martini, è un favore che i cacciatori ricambieranno con lo sversamento di migliaia di tonnellate di piombo nelle aree più delicate dell’ecosistema. Più che un provvedimento di carattere sanitario, la sensazione è che si sia abbia voluto rispondere alle pressioni del mondo venatorio.
Da settembre prossimo migliaia di cacciatori invaderanno territori di elevatissimo pregio naturalistico, abbattendo centinaia di migliaia di uccelli migratori in fase di rientro verso le zone più temperate.
“Il sanguinario passatempo dei cacciatori - ricorda Massimo Vitturi, responsabile LAV settore caccia e fauna selvatica - comporterà anche un serio inquinamento da  piombo delle acque. Le stesse acque – quali quelle del delta del Po – in cui lo scorso autunno si è verificata una gravissima moria di fenicotteri, conseguente all’ingestione dei pallini da caccia che giacciono sul fondo delle zone umide”.
Proprio per la particolarità e dell’elevato valore ambientale delle zone umide del nostro Paese, la caccia in quei luoghi dovrebbe essere vietata. Solo con un provvedimento del genere il Governo chiarirebbe che la sua priorità consiste nel garantire un futuro ai nostri figli e non le tanto millantate quanto irrilevanti “tradizioni” venatorie.

Ufficio stampa LAV 06 4461325 - – 339 1742586
http://www.lav.it/




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31 luglio 2008

India, pensione per asini da soma abbandonati (da www.lastampa.it)

Da La Stampa.it

Iniziativa di un animalista e di una giornalista sudafricana: nel «Donkeys Sanctuary» ci sono 49 asini, di cui 11 piccoli




LEH
È il primo ospizio per asini da soma del Ladakh, la remota regione a nord dell’Himalaya indiano, famosa per i monasteri buddisti e i trekking. Abbandonati dai proprietari perché ormai vecchi o malati, i poveri somari smunti e zoppicanti erano un elemento costante delle strade di Leh, il capoluogo del Ladakh che sorge a 3500 metri di altitudine.

I somarelli si spartivano la spazzatura insieme ai cani randagi e a qualche vacca. Grazie all’iniziativa di un animalista, Stany Wangchuk, da un mese hanno però trovato un rifugio coperto e soprattutto biada in abbondanza. «Tutto è iniziato un anno fa quando ho incontrato Joanne Lefson, una giornalista sudafricana che era in vacanza - racconta Stany, che ha un’agenzia di viaggi a Leh e a Nuova Delhi e che lavora anche con un tour operator italiano - .È lei che mi ha trasmesso il suo amore per gli animali. Vedendo le povere bestie malate per le strade si è chiesta cosa potesse fare per loro. Abbiamo messo a disposizione un investimento iniziale per affittare il terreno e per pagare due persone che si occupassero a tempo pieno delle bestie».

Nel «Donkeys Sanctuary», che sorge nel villaggio di Sankar, a due chilometri da Leh, ci sono 49 asini, di cui 11 piccoli. È diventato un’attrazione turistica anche perché Joanne - che è anche una vignettista - si è divertita a decorare il rifugio con disegni e scritte umoristiche. «Cerchiamo di raccogliere donazioni dai turisti e sponsorizzazioni, ma i costi sono onerosi, solo per il cibo spediamo circa 100 dollari al giorno».

C’è anche una sorta di "telefono azzurro" a cui rivolgersi quando si trova un asinello in difficoltà. «Proprio oggi mi hanno chiamato per soccorrere un asino con un’intossicazione alimentare. È l’ultimo arrivato nel rifugio« aggiunge Stany. All’inizio, la bizzarra iniziativa ha suscitato qualche perplessità tra la gente »che non capiva perché volevamo fare una cosa del genere. Non c’è molta sensibilizzazione a favore degli animali qui in Ladakh. Poi però sono stati contenti di vedere le strade del centro più pulite».


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29 luglio 2008

Il Secolo XIX: Maltrattamenti e scarso igiene, blitz in due allevamenti

Maltrattamenti e scarso igiene, blitz in due allevamenti

23 luglio 2008

Due allevamenti-lager sono stati scoperti dai carabinieri del Nas di Genova nell’ambito di un monitoraggio disposto a livello nazionale su canili, centri di addestramento, studi veterinari, centri di dog-sitter e toelettatura cani.Le strutture, entrambe in provincia di Savona, una a Tovo San Giacomo e l’altra a Murialdo, sono state poste sotto sequestro e gli animali sono stati dati in custodia a strutture idonee. La prima operazione, in un allevamento di cani «whippet» a Tovo San Giacomo, è scattata il 7 luglio, quando in una casa indipendente, interamente adibita al ricovero degli animali, sono stati trovati 11 esemplari costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie agghiaccianti. La titolare della struttura è stata denunciata per maltrattamento di animali.
Per maltrattamento di animali e inottemperanza all’ordinanza del sindaco che intimava di ripristinare le condizioni igieniche è stata denunciata anche la titolare di un allevamento-pensione per animali a Murialdo, dove sono stati trovati, in condizioni igieniche precarie, 43 gatti di varie razze e tre cuccioli di levriero. Secondo quanto riscontrato inoltre, la struttura sarebbe stata priva di autorizzazione. Sono 37 le ispezioni condotte dai carabinieri del Nas in Liguria tra il 4 ed il 14 luglio.


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16 luglio 2008

BOTTICELLE: CIRINNA' (PD), SBAGLIATO FAR LAVORARE I CAVALLI IN ORE TORRIDE ESTIVE

COMUNICATO STAMPA

La replica dell'ex-delegata ai Diritti degli Animali: vetturini più liberi dei tassisti

16/7/08: "La nuova regolamentazione sul servizio delle botticelle annunciata dai colleghi Alessandro Cochi e Luca Gramazio, nasce dall'esigenza dei vetturini di far lavorare i cavalli anche durante il blocco delle ore torride estive tra le 13 e le 17, da giugno a settembre, per scavalcare il regolamento comunale degli animali, redatto in collaborazione con le associazioni animaliste e approvato all'unanimità dall'Aula Giulio Cesare il 25 ottobre 2005". E' quanto dichiara Monica Cirinnà, consigliera comunale Pd, già delegata ai Diritti degli Animali del Campidoglio, in seguito alla conferenza stampa organizzata oggi dai vetturini al Colosseo.
"L'Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma da me guidato per quindici anni – prosegue Cirinnà - ha sempre cercato di trovare un punto di incontro tra le esigenze dei vetturini e gli sforzi disumani di cavalli costretti a tirare su e giù per i colli di Roma, carrozze che, senza passeggeri, pesano almeno 700 kg. D'estate, sia negli ippodromi di galoppo che in quelli di trotto, le corse si svolgono solo la sera, e non certo nelle ore del gran caldo. Peraltro, in una città come Roma, dove freddo e pioggia battente, comunque sporadica, si concentrano soprattutto tra dicembre e febbraio, il periodo del blocco estivo nelle ore torride è certo minima cosa, considerando poi che d'estate il sole tramonta dopo 21, e che il regolamento del Comune non vieta ai cavalli di lavorare di notte: non ha caso il gravissimo incidente della botticella tamponata in zona Aventina che ha causato il ferimento di un vetturino e la morte di un giovane cavallo è accaduto intorno alla mezzanotte".
"Se davvero si vogliono tutelare i cavalli – aggiunge ancora Cirinnà - va fatto rispettare il blocco, ma soprattutto bisogna attuare controlli seri e frequenti per non far lavorare lo stesso cavallo più di sei ore al giorno. Non ci sono le condizioni per verificare se un cavallo ha tirato una carrozza per 12 ore di fila, o più. In tanti altri paesi, come la Francia, non solo c'è il divieto di tiro nelle ore calde, ma è obbligatorio anche staccare la carrozza dall'animale, cosa che non abbiamo imposto nel regolamento per venire incontro alla categoria dei vetturini. A New York le botticelle circolano solo nel quadrilatero di Central Park, compresa la V strada, e non ovunque, come a Roma, dove c'è anche chi raggiunge l'hotel Hilton in carrozzella salendo per la Trionfale. Inoltre da noi ci sono i sampietrini, i cavalli hanno i ferri, scivolano e si fanno male, eppure non abbiamo imposto alla categoria le ferrature in gomma, molto più costose e meno durature". "E ancora: non abbiamo potuto regolarizzare la stalle del Testaccio – replica ancora la consigliera comunale - perché lì i vetturini sono abusivi: non pagano l'affitto, né luce, né acqua, né hanno mai voluto accettare soluzioni alternative da noi proposte. Le carrozze sono in contrasto con il codice della strada, non hanno targa, né contapassi. Mi chiedo, perché i loro colleghi tassisti, che svolgono sempre trasporto pubblico su piazza, sono obbligati a tariffe fisse con tassametro a bordo, mentre i vetturini non hanno voluto accettare che le botticelle circolassero con targa e contapassi, né rilasciano ricevuta fiscale e per di più godono di tariffe libere che possono superare anche le 300 euro?".
"Certo, gli animali non votano, non hanno voce – conclude Cirinnà - ma costringerli a simili sforzi anche nelle ore torride estive per mera sete di guadagno è davvero troppo. Assurde le minacce e offese dei vetturini contro associazioni davvero animaliste e ambientaliste come Enpa e Italia Nostra, contro il capace veterinario Asl Luca Tosticroce e contro Eleonora Di Giuseppe della Federazione Italia Sport Equestri. Mi piacerebbe infine sapere perché, come mi hanno segnalato molte associazioni, da quando si è insediata la nuova maggioranza, sono diminuiti i controlli contro chi non rispetta le ore di blocco nelle ore torride estive". 
COMUNE DI ROMA - ON. MONICA CIRINNA' - CONSIGLIERA PD


10 luglio 2008

Milano, nasce parco canile con servizio di affidamento


Da La Stampa.it
MILANO
Milano ha il suo primo parco-canile che potrà ospitare 300 cani e 200 gatti abbandonati e da subito avvierà un servizio per l’affidamento alle famiglie dei trovatelli.

Il sindaco Letizia Moratti e l’assessore al Verde Maurizio Cadeo hanno inaugurato oggi la struttura che sorge nel quartiere Ortica, nell’estrema periferia est della città. Immersi in un parco di 21 mila mq otto padiglioni da 400 mq, suddivisi in box da 12 mq ciascuno, sono stati consacrati al ricovero degli animali e a settembre si completeranno i lavori per la realizzazione dei tre blocchi dedicati al canile sanitario e agli ambulatori dell’Asl veterinaria. Il costo dell’operazione, varata nel 2002, è di 5 milioni di euro.

«Questo nuovo parco canile che si candida ad essere un modello per tutta Italia - ha spiegato il sindaco - dimostra quanto Milano ami gli animali. La realizzazione di questo progetto rappresenta una piccola rivoluzione nella nostra città di cui sono protagoniste le associazioni». Numerosi volontari hanno accolto l’arrivo del sindaco con un applauso e uno striscione «Milano per gli animali: Grazie sindaco» e tre associazioni si sono aggiudicate le gare di appalto per la gestione del gattile, per le manutenzioni e per il benessere santitario e comportamentale.

Un gruppo di detenuti del carcere di Bollate si occuperà della pulizia e della manutenzione degli impianti, mentre l’associazione Asceba metterà a disposizione veterinari, educatori cinofili, psicologi e comportamentisti per guidare le famiglie nella scelta dell’animale che vorranno prendere con sè




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9 luglio 2008

ANIMALI: CIRINNA', A ROMA URGE UN DELEGATO

COMUNICATO STAMPA - Roma, 9 Luglio 2008

All'audizione in commissione Ambiente consegnato lungo elenco emergenze
"Viste le emergenze, e preso atto della grave carenza di fondi, a Roma
urge un delegato ai diritti degli Animali che si faccia carico di
segnalare al sindaco le priorità dei cittadini non umani. Questo non è
un mondo da seguire saltuariamente, che il capace assessore Fabio De
Lillo, travolto da migliaia di tematiche ambientali, non può riuscire
a seguire con costanza. Se a Roma per quindici anni c'è sempre stato
un delegato ai diritti degli animali distinto dall'assessorato
all'Ambiente, ci sarà pure un motivo". E' quanto ha dichiarato oggi
Monica Cirinnà, consigliera comunale Pd, già delegata ai diritti degli
animali, durante l'audizione in commissione ambiente, da lei richiesta
per affrontare alcune tematiche urgenti dell'Ufficio Diritti Animali
del Campidoglio.
"De Lillo – prosegue Cirinnà – non è ancora potuto andare a visitare
il canile comunale della Muratella, in forte emergenza, soprattutto in
questo periodo di abbandoni, né altre strutture convenzionate, o le
oasi feline: finora è stato solo al Bioparco, a proposito del quale
sollecito le nuove nomine, in particolare relative al comitato
scientifico che deve prendere delle decisione urgenti sul benessere
degli animali". Durante l'audizione Cirinnà ha consegnato un elenco
delle urgenze, relative "agli oltre 2100 cani in carico al Comune di
Roma gestiti dall'Associazione Volontari Canile Porta Portese, sui
pagamenti bloccati destinati alle strutture in convenzione, seguite da
associazioni come Mente Naturale, Hotel Cani e Gatti, Villa Andreina,
Code Felici, Panda, Simpa, e ancora le oasi feline di Porta Portese e
di Villa Flora, seguite da Arca e Amici, le convenzioni con
l'associazione L'Impronta, l'ambulanza Pet-soccorso, fiore
all'occhiello dell'amministrazione, l'assistenza veterinaria e gli
alimenti per cani e gatti di cittadini indigenti. E ancora, la
convenzione con l'associazione Lipu che gestisce il validissimo Centro
di recupero della fauna selvatica nel cuore del Bioparco, è scaduta e
'prorogata' a voce fino al 30 ottobre, non risulta ancora avviato, né
finanziato il Piano Allentamento Storni, si ravvisa, inoltre, la
mancata attuazione del Regolamento di Tutela Animali, non risultano
perseguite, poiché non c'è più controllo, due gravi violazioni, orario
di blocco del tiro dei cavalli delle botticelle dalle 13 alle 17 nei
mesi estivi e accattonaggio con animali. Infine, l'Ufficio Diritti
Animali ha un direttore 'ad interim' e solo quattro unità di
personale".

COMUNE DI ROMA
ON. MONICA CIRINNA'
CONSIGLIERE COMUNALE PD




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8 luglio 2008

Italia, 600mila cani randagi solo un terzo sono nei canili

La Puglia guida il triste primato
Da LaZampa.it
ROMA
Sono 600 mila i cani randagi in Italia, di cui solo un terzo sono ospitati nei canili rifugio. I cani abbandonati continuano ad alimentare la popolazione vagante. Inoltre molti cuccioli, che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi. Alcuni sono poco socializzati con l’uomo e si trasformano in «inselvatichiti» il cui controllo è più problematico soprattutto quando si riuniscono in branco. Questa la fotografia scattata dal ministero del Welfare sui rischi del randagismo in Italia.
A livello regionale è la Puglia per cani randagi con 70.671 seguita dalla Campania con 70.003, la Sicilia (68.000), la Calabria (65.000) e il Lazio (60.000).
In particolare, rileva il documento del ministero presentato nell’ambito della prima campagna del Welfare contro abbandono e randagismo, i cani vaganti sul territorio, singoli o in branchi, possono rappresentare un potenziale rischio per le persone, diventare serbatoio e veicolo di malattie infettive, essere causa di incidenti stradali, arrecare danni sia al bestiame domestico allevato che a quelli selvatici, essere causa di degrado e inquinamento ambientale.


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8 luglio 2008

Cerbiatto lasciato dalla madre, allevatore vuole adottarlo

Da La Zampa.it
Il regolamento dell'area protetta vieta però che gli animali selvatici vivano in cattività
VILLETTA BARREA (L’AQUILA)
La madre lo ha abbandonato dopo aver partorito nella stalla e il proprietario del maneggio lo ha accudito dandogli il latte e curandolo fino a quando ha iniziato a correre e saltellare: da due mesi, un piccolo cerbiatto vive in un allevamento di cavalli di Villetta Barrea, facendo nascere una disputa tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), e il proprietario del maneggio, intenzionato ad adottare l’animale.

Ora il Parco vuole portarlo via da lì perchè il regolamento dell’area protetta vieta che animali selvatici possano essere tenuti in cattività, ma il proprietario del maneggi non è d’accordo e ha chiesto una deroga al Parco per poterlo adottare. Già due volte le guardie del Parco si sono recate a Villetta Barrea per reclamare l’animale: Di Giulio ha negato il rilascio dell’animale nella speranza che la sua richiesta possa essere accolta.
«È felice di stare con me e con gli altri animali - ha spiegato l’allevatore - e significherebbe fargli del male strappandolo a un ambiente in cui è nato è cresciuto e dove ha trovato il giusto affetto. Ho 60 anni e non piangerò se lo porteranno via, so solo che andranno a spezzare il delicatissimo equilibrio di un animale che ha già sofferto tanto crescendo senza l’affetto della mamma».




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8 luglio 2008

ANIMALI. ROMA, ENPA: BASTA CON CAVALLI SFRUTTATI PER BOTTICELLE

250 EURO A GIRO, CONDIZIONI INSOPPORTABILI: ALEMANNO DICA BASTA
(DIRE) Roma, 8 lug. - Sindaco nuovo, richiesta vecchia, o meglio reiterata: basta con "l'ignobile sfruttamento dei cavalli delle 'botticelle'", le caratteristiche carrozze romane adibite al trasporto dei turisti, "un'anacronistica tradizione" portatrice di "incontrollati guadagni" per i vetturini e sofferenze per "i condannati a morte": i cavalli. Torna in campo l'Enpa, l'Ente nazionale protezione animali, e chiede al sindaco Gianni Alemanno di dire basta a uno spettacolo "inevitabilmente triste", quello dei cavalli che in una Roma rovente trasportano carrozza e turisti nel traffico infernale. L'Enpa, associazione fondata nel 1871 da Giuseppe Garibaldi, rilancia la richiesta dalla sede della Stampa estera, a Roma, luogo scelto proprio perche' "i turisti sono i principali fruitori del servizio", spiega Claudio Locurato, responsabile Enpa Roma. A chi viene a Roma in visita "vogliamo dire che dietro il giro in carrozza c'e' una situazione tutt'altro che rispettosa per i cavalli- aggiunge- che poi a fine carriera finiscono al macello".
Le botticelle capitoline, spiegano dall'Enpa, "sono autorizzate dal Comune, con licenze che si tramandano di padre in figlio a dispetto della modernita', portatrice di traffico, inquinamento, condizioni climatiche che rendono ormai insostenibile un'attivita' concepita per una citta' d'altri tempi". La proposta Enpa: trasformare le licenze 'botticella' in licenze taxi.
Sono 43 le licenze da vetturino concesse a Roma, che consentono di 'utilizzare' circa 90 cavalli. Gli animali sono "in gran parte trottatori dismessi e acquistati dai vetturini- spiega l'Enpa- dopo anni di fatica improba e condizioni di vita inaccettabili quasi sempre terminano la carriera al macello. Al prezzo della loro carne verranno acquistati nuovi esemplari". Anch'essi, "esemplari per lo piu' adatti a tirare in velocita' i 17 chilogrammi del 'sulky' (il 'carrozzino' da corsa del trotto, ndr)- spiega ancora l'associazione- vengono imposti circa 700 chilogrammi di carico, fra carrozza e turisti".
Di notte i cavalli vengono alloggiati nel dismesso mattatoio del quartiere Testaccio. "Buio, umido, sorge a ridosso del villaggio Globale- dice Enpa- una zona ad alto degrado delimitata dal fracasso dei locali notturni e quello del traffico", dove, se piove, rimangono chiusi anche giorni interi. E se fa bel tempo?
Ci sarebbe un regolamento comunale a tutela degli animali, ricorda Enpa: dal primo giugno al 15 settembre- periodo estremamente caldo- se ne vieta il lavoro tra le 13 e le 17, d'estate a Roma ore infernali, ma "le Guardie zoofile dell'Enpa hanno frequentemente verificato il mancato rispetto del regolamento", denuncia Claudio Locurato, responsabile Enpa Roma, con i vetturini che dimostrano "netta ostilita'", denuncia l'associazione. Un'ostilita' che nasce forse dal fatto che "tenere male un cavallo rende molto e costa poco", dice l'Enpa, visto che "per un giro sulla botticella vengono infatti richiesti fino a 250 euro, ben di rado registrati da ricevuta fiscale o scontrino".
Da questo quadro- drammatico per i cavalli e non onorevole per la citta'- la richiesta Enpa: convertire le licenze per le botticelle in licenze per taxi. "Che cessi definitivamente il servizio- chiede Claudio Locurato, responsabile Enpa Roma- mentre con il Dipartimento Tutela del Cavallo della Fise- Federazione italiana sport equestri e le due principali riviste equestri nazionali, 'Il mio cavallo' e 'Cavallo magazine', come Enpa ci impegniamo a trovare una sistemazione adeguata ai cavalli, con una campagna di adozione".
E allora ecco la richiesta di cessare il servizio botticelle a Gianni Alemanno, sindaco di Roma, reiterata, spiega Locurato, perche' "gia' lo avevamo chiesto dopo la morte di un cavallo sul Lungotevere, avvenuta lo scorso 7 giugno", quando un'auto tampono' la botticella: l'animale venne abbattuto, e il vetturino fini', grave, all'ospedale.
(Ran/Dire) 13:45 08-07-08




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8 luglio 2008

Apc-ANIMALI/MARTINI: ENTRO ESTATE ABOLITA BLACK LIST CANI PERICOLOSI

Il sottosegretario Salute: lista pregiudiziale, educare padroni
Roma, 8 lug. (Apcom) - Sparirà entro l'estate la black list dei cani pericolosi che in questi giorni ha sollevato numerose polemiche: il sottosegretario alla Salute Francesca Martini è convinta e va per la sua strada. Oggi, a margine della campagna del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali contro l'abbandono degli animali curata da Oliviero Toscani, il sottosegretario lo ha detto e ribadito a chiare lettere: "Entro l'estate ci sarà un'altra ordinanza e non conterrà alcuna black list". "Elimineremo - ha aggiunto - una lista che è pregiudiziale e cataloga gli animali come pericolosi solo in base alla razza, quando ci sono solo 4 razze che hanno bisogno di particolari cure" e soprattutto "punteremo all'educazione e formazione dei proprietari".
Entro l'estate, quindi, ci sarà un'altra ordinanza, già oggi si riunisce infatti il tavolo ministeriale sul benessere animale. E sottosegretario ha sottolineato che il nuovo asse sarà puntato "alla educazione e formazione dei proprietari sulla base del sacrosanto principio di responsabilità". E il "modello che seguiremo sarà quello francese con formazione e permessi che coinvolgono comuni e le istituzioni sul territorio". L'obiettivo è "far sì che un cane particolarmente impegnativo sia affidato a una persona in grado di prendersene cura e prendersene la responsabilità". Al tavolo sul benessere animale "rivolteremo l'ordinanza", ha assicurato il sottosegretario Martini, "salvandone però - ha aggiunto - ed evidenziandone gli aspetti positivi riguardanti l'educazione dei padroni o l'inasprimento dei controlli ai centri di addestramento". Un altro punto chiave sarà la promozione degli affidi, che soprattutto per i cani adulti, potrebbe seguire l'esempio veneto di incentivi.
Il sottosegretario risponde anche al Codacons, che in polemica con il progetto di abolire la black list - che conta 17 razze pericolose dal pit bull al mastino al rottweiler - ne ha chiesto invece l'allargamento e ha diffuso al proposito i dati sulle morsicature da cani: 190 al giorno. "Rispondo così al Codacons: ha citato i dati sulle morsicature da cane, se confermati sono solo la prova che l'ordinanza con la black list non è servita a nulla. Quindi - ha chiosato Martini - ora si volta pagina e si lavora sull'educazione e la responsabilità dei proprietari".
Gtu 081332 lug 08






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8 luglio 2008

RANDAGISMO. ASSE MARTINI-BRAMBILLA: PRESTO LISTA 'PET-ALBERGHI'

ENTRO L'INVERNO, POTENZIARE RETE DI STRUTTURE FRIENDLY
(DIRE) Roma, 8 lug. - Quale occasione migliore per annunciarlo, se non la presentazione della prima campagna 'anti-abbandono' del ministero del Welfare lanciata oggi grazie all'impegno del sottosegretario Francesca Martini che ha "a cuore il riseptto degli animali quanto quello delle persone".
L'annuncio di Martini riguarda "il rafforzamento della rete di strutture alberghiere e vacanziere che accolgono animali, gia' a partire da questa estate". Ma l'asse pro-animali con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Michela Vittoria Brambilla, dice Martini, si vedra' bene "per l'inverno": quando "Brambilla presentera' una vera e propria lists molto ampia di strutture che accoglieranno animali". Una cosa, osserva Martini, che "sta trovando l'apertura degli operatori" e che "permettera' di portare sempre con se' il proprio cane".
(Tot/ Dire) 15:50 08-07-08


ANIMALI: VACANZE COL CANE PIU' FACILI, AL LAVORO MINISTERI WELFARE-TURISMO
PIU' STRUTTURE ALBERGHIERE APERTE AI 4 ZAMPE, IN ARRIVO ANCHE GUIDA AD HOC
Roma, 8 lug. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - In vacanza col cane o col gatto senza problemi? Ancora un miraggio nel nostro Paese, dove scarseggiano hotel o residence in grado di ospitare padroni con 'quattrozampe' al seguito. Ma in futuro la situazione migliorera': "io e il sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ci siamo gia' sentite e stiamo lavorando insieme per far si' che cresca il numero di strutture alberghiere 'aperte' agli animali. E gia' questo inverno verra' presentata una corposa guida dei luoghi dove i vacanzieri e i loro amici cani o gatti potranno recarsi in ferie, insieme". Ad annunciarlo e' stato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intervenendo alla presentazione della campagna contro l'abbandono dei cani 'E tu di che razza sei? Umana o disumana', oggi a Roma al ministero del Lavoro, salute e politiche sociali.
"E' un progetto che stiamo partando avanti insieme - ha proseguito Martini - perche' riteniamo che anche andare in vacanza con il proprio cane o gatto sia un principio di civilta' da diffondere in maniera sempre piu' ampia nel nostro paese e stiamo trovando grande ricettivita' da parte degli esercenti turistici. Occorre creare una rete di strutture capaci di ospitare uomo e animale senza problemi".
(Sal/Ct/Adnkronos) 08-LUG-08 13:26





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8 luglio 2008

BOTTICELLE: CIRINNA' (PD), ROMA E' ANCORA LA CAPITALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI?

Maria Paola Gianni scrive:


COMUNICATO STAMPA
Roma, 8 Luglio 2008

"L'emergenza caldo e il vitale riposo dei cavalli nelle ore torride da giugno a settembre sono uno dei quattro punti che affronteremo in commissione ambiente domani mattina alle ore dieci. Il caldo di questi giorni è insopportabile, gli animali vanno rispettati e i trasgressori sanzionati: l'assessore De Lillo deve far rispettare il regolamento,
mantenendo la vigilanza e il controllo. Io stessa, purtroppo, poco fa ho sorpreso la botticella numero 83 circolare in salita a via del Teatro Marcello, durante le ore del divieto e ho segnalato la cosa alla Polizia Municipale". E' quanto precisa Monica Cirinnà, consigliera Pd, già delegata ai Diritti degli Animali del Comune di Roma, che aggiunge: "L'audizione che ho richiesto e ottenuto dalla commissione ambiente per domani verterà anche su altri tre argomenti
da me sollecitati: pagamenti Ufficio Diritti Animali, Ambulanza Pet-soccorso e progetto Storni, tutti temi in forte emergenza, visto il blocco delle erogazioni. Gli animali non possono aspettare, urgono risposte certe e a breve scadenza. Le associazioni sono allo stremo, costrette ad anticipare fondi per ingenti somme di denaro, senza
certezza per il futuro, l'ambulanza degli animali ha quasi finito i fondi disponibili e il progetto di allentamento storni, che negli anni scorsi di questi tempi era stato già pianificato, è in altomare. Roma è ancora la capitale dei diritti degli animali?"

COMUNE DI ROMA
ON. MONICA CIRINNA'
CONSIGLIERA PD

cell. 338/6301121





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3 luglio 2008

ANIMALI, ANCORA EMERGENZA AVVELENAMENTI IN SICILIA: STRAGE DI CANI A PIAZZA ARMERINA (ENNA)

 

COMUNICATO STAMPA
LAV - Coordinamento Regionale Siciliano
Tel. mobile: 347.7028904 - www.lavsicilia.it - email: ufficiostampa@lavsicilia.it - Tel. Uff. Stampa nazionale: 06.4461325

ANIMALI, ANCORA EMERGENZA AVVELENAMENTI IN SICILIA:
STRAGE
DI CANI A PIAZZA ARMERINA (ENNA)

LA LAV: L’AVVELENAMENTO DI ANIMALI RANDAGI E’ ORMAI UN’EMERGENZA
CHE LE ISTITUZIONI LOCALI NON POSSONO PIU’ IGNORARE 

A poche settimane dai gravi casi di avvelenamento di cani a Lampedusa (AG) e Piedimonte Etneo (CT), ecco un altro caso di moria di randagi a causa dello spargimento di veleno: pochi giorni fa a Piazza Armerina (EN) quattro cani randagi sono stati avvelenati presso i capannoni dell’area ex SIACE, in contrada Bellia, mentre altri 7 sono stati prontamente allontanati dal luogo dell’avvelenamento scampando così alla tragica sorte dei loro compagni. Anche in questo caso si trattava di cani amorevolmente accuditi da alcuni cittadini.
L’uccisione di animali tramite spargimento di veleno è una pratica diffusa in Sicilia, sia nei piccoli centri che nelle grandi città ed ormai è diventata un’emergenza che le istituzioni non possono più ignorare.
La LAV ha scritto al neo Sindaco Carmelo Nigrelli e per conoscenza alle Forze dell’Ordine presenti sul territorio di Piazza Armerina per chiedere provvedimenti urgenti che mettano in sicurezza gli animali, ma anche gli stessi cittadini, tanto più che nei pressi del luogo ove è avvenuto lo spargimento di veleno sarà allestito un campo scout. La LAV ricorda che i casi di avvelenamento di randagi non sono solo un esempio di intolleranza e maltrattamento, perseguibile per legge, nei confronti di animali inermi, ma costituiscono anche un serio problema di sicurezza pubblica poiché il veleno distribuito non causa solo la morte di cani e gatti ma mette in pericolo la stessa incolumità dei cittadini.
“Questo ennesimo grave caso di avvelenamento di cani randagi dimostra come ormai la pratica di spargere veleno nella pubblica via sia un’emergenza che le Istituzioni non possono più ignorare – dichiara Marcella Porpora, Coordinatrice regionale LAV Sicilia -. Le Autorità locali devono mettere in atto quegli interventi urgenti, come la mappatura e la bonifica del territorio colpito dai veleni, per mettere in sicurezza animali e persone. Infatti le esche avvelenate non solo danneggiano seriamente l’ecosistema poiché colpiscono indistintamente numerosi animali appartenenti a varie specie ma costituiscono un rischio anche per l’uomo, ed in particolare per i bambini, che possono involontariamente venire a contatto con il veleno, anche tramite il semplice gesto di portarsi le mani in bocca dopo aver toccato le esche.”.
Considerato il ripetersi degli episodi di avvelenamento e le gravi conseguenze che possono derivarne, la LAV chiede dunque interventi urgenti per fermare le stragi di animali e garantire la salute pubblica e la difesa dell’ambiente e invita cittadini e turisti a denunciare alle autorità competenti i casi di avvelenamento. “Rivolgiamo un appello a tutti i cittadini a collaborare per scongiurare altri episodi di maltrattamento ed uccisione di animali – dichiara Lorena Sauli, responsabile LAV Enna –. Chiunque avesse notizie riguardanti questo o altri casi di avvelenamento può contattare la locale sezione della LAV al numero 329 0663023. Ci auguriamo inoltre che il nuovo Sindaco attivi al più presto una seria politica di prevenzione del randagismo avviando le sterilizzazioni, l’anagrafe canina, l’istituzione del cane di quartiere e, tramite apposite campagne informative, sensibilizzando la cittadinanza al rispetto di tutti gli esseri viventi.”
La LAV ricorda come recentemente la Legge Finanziaria 2008, Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) ha accolto importanti novità in materia di randagismo, da tempo sollecitate dalla LAV. In particolare, ha sottolineato come “I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6”.

Palermo-Enna, 03.07.2008


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